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Raffaele Protopapa

 

E’ il più noto autore salentino di teatro dialettale.
Nacque a Lecce nel 1907 e morì ..., i suoi esordi lo videro attore comico, al circolo Giosuè Borsi. Fu uno dei massimi esponenti del teatro dialettale di tradizione leccese e autore di commedie in vernacolo, si esibì anche con il Gruppo Teatro & Musica "Ananke". Si ispirava a Pirandello a Edoardo  Roussò dall'anima popolana che nasce e vive nella strada. Le sue prime commedie in due o tre atti risalgono agli anni '30 del '900. Per lui il teaoro è "Esso è ispirato a scene di vita popolare e trova la sua naturale collocazione in quello tradizionale o, se si vuole, di evasione, che per me resta teatro senza bisogno di aggettivi. Questa affermazione non deve fare intravvedere una mia avversione alle innovazioni in campo teatrale -aggiunge- Apprezzo e ammiro l’impegno di coloro i quali si cimentano nell’opera di rinnovamento del teatro; sempre che lo facciano per migliorarlo e non per strumentalizzarlo ad altri fini, come spesso avviene.

L’esperienza mi ha consentito di collaudare le mie opere, sottoponendole al giudizio degli spettatori, non solo di quelli del circolo “Giosuè Borsi”, ma anche di quelli più esigenti dei grandi teatri di Lecce e del Salento".

La parlata dialettale favoriva nelle sue opere quell’umorismo spontaneo casalingo diretto e quindi familiare, una solarità universale che incontrava semper il plauso del pubblico.

 

Impiegato alle Ferrovie Sud-est, le sue commedie nascevano nel cuore della cittadina leccese e in particolare dalla osservazione  della piccola e media borghesia leccese. Aveva partecipato alle due guerre, alla prima e alla seconda. E da quella sofferenza nasceva una improvvisazione dall'umorismo spontaneo e immediato, commedie scritte e non, sin dagli anni '30 agli anni '70.

 

Tutte le sue commedie in vernacolo hanno tre personaggi principali : "Pati Cenzi Cannetta", il capofamiglia, "Tora", la moglie, e "Requenzinu", il figlio. Questi personaggi incarnano la media borghesia e di contorno a questa famiglia, ruotano svariati altri personaggi della commedia popolare leccese del Protopapa e ai tanti usi, costumi e ad “espedienti” della “furbizia” salentina antica e nello stesso tempo attuale.

 

Le sue commedie sono tutte in vernacolo e quindi tramandano ai posteri certi termini e usanze legate a espressioni ormai in disuso. Protopapa è più conosciuto all'estero che nel Salento.

 

Dalla sua numerosa produzione, spiccano opere famose un tempo come “Lu senatore”, “Lu spiritu de lu tata ngiccu”, “Lu rre te lecce”, “La uardia”, "Lu Requenzinu ’nnamuratu", "Le sistemate".
Fonda, insieme a Mario Durante, la compagnia d’arte drammatica “Piccolo Teatro”.
L’associazione culturale a lui intitolata continua a rappresentare le sue opere e di altri autori dialettali

 

 

a cura di Giovanni Greco

 

 

 

 

 

 

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Poeta Rudiae, 239 a.C. - Roma nel 169 a.C il primo ad essere chiamato dai biografi latini
col nome universale di Poeta per distinguerlo da quello più generico di scriptor. Poeta del ciclo epico, autore degli Annales, di tragedie e commedie, nacque nella cittadina messapica di Rudiae (presso l'attuale Lecce), nel 239 a.C. e morì a Roma nel 169 a.C.

Andes, 15.10.70 - Brindisi, 22.9.19 a.C.

Il poeta latino che fece dell'Eneide il poema nazionale nell'ascesa di un popolo di origine divina verso i più alti destini, amò la Puglia, la visitò e vi dimorò, facendone più ritratti sia nelle Georgiche (L.IV) che nell'Eneide.
Quando concluse la prima stesura dell'Eneide, prima di procedere a ritoccare e a rivedere alcuni passi, decise di compiere un viaggio di studio in Grecia e in Asia Minore per raccogliere materiale utile alla definitiva stesura dell'opera. Si imbarcò da Brindisi, dopo aver visto le coste della terra del Salento.

Poetessa, fu una delle poche donne che fece parte dell'Accademia degli Spioni di Lecce. Costretta a farsi monaca in giovane età, a sedici anni fu data in moglie a sua insaputa, a Filippo Guarini sessantenne feudatario di Tuglie. La donna ottenne la separazione e frequentò la Lecce colta degli anni Venti del Settecento. Non poche furono all'epoca i pettegolezzi.

poeta vernacolare detto "Capitan Black".

«Na ndore te purpette se sentìa / ca veramente a nterra te menaa! ... (Si sentiva un profumo di polpette / che ti buttava veramente a terra! ...)» (da Canti de l'auṭra vita, in Poesie, a c. di A. CHIRIZZI, soc. an. Tipografia di Matino, s.d.)

Giuseppe De Dominicis (Cavallino, 11 settembre 1869 – 15 maggio 1905) è stato un poeta italiano, tra i maggiori lirici in dialetto salentino. Originario di Cavallino, in provincia di Lecce, era conosciuto con lo pseudonimo di "Capitano Black".

“…mentre nella tua terra i contadini invisibili parlano turchino dai campi di tabacco, e fra un istante la notte avrà il sapore di oliva verde.”  V. Bodini
Nato a Bari ma da genitori leccesi, Vittorio Bodini fu poeta e scrittore ermetico, surrealista, dallo spirito provincialistico eppure culturalmente europeo, ha cantato i paesaggi salentini con le case di tufo.

(Gallipoli, 20 gennaio 1920 – Capurso, 21 febbraio 1999) è stato un giornalista e scrittore italiano, tra i maggiori protagonisti della cultura e della politica meridionalista italiana.

Antifascista, subì il carcere e il confino, e diresse in clandestinità il movimento giovanile liberalsocialista, ricoprendo successivamente incarichi nel Partito d'Azione e poi nel Partito Socialista Italiano.

Girolamo Comi nasce a Casamassella (prov. di Lecce) nel 1890. Nella sua giovinezza conduce una vita sregolata. Si trasferisce a Losanna e poi a Parigi (1912-15). La sua esperienza francese è stata fondamentale per la maturazione letteraria, basata su Mallarmè Rimbaud, Baudelaire e il cubismo. Amico di Paul Valèry ...

Campi Salentina 1/9/1937 - Roma 16/3/2002.
attore, regista, drammaturgo, filosofo, scrittore e poeta italiano.
Una personalità originale e fuori dagli schemi con una forte vocazione per il teatro. Un personaggio scomodo, controcorrente, un esempio di eccellenza culturale e teatrale.
La sua opera più famosa è “Nostra Signora dei Turchi”. Si ricordano  “Amleto”, “Pinocchio” e “Gregorio Cabaret 800”. Dalla voce inconfondibile, e dalla gestualità  strionica ...

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